02.0 Influenza del microclima
Il termine Microclima, in generale, si riferisce a una zona geografica locale in cui il clima differisce in modo significativo da quello delle
zone circostanti a causa di peculiarità topografiche e ambientali.
In materia di sicurezza sul lavoro e in ambito della conservazione dei beni storici e artistici, il significato dello stesso termine muta sensibilmente
e viene riferito al complesso dei parametri climatici dell’ambiente locale (ma non necessariamente confinato) che determina l’interazione e
gli scambi fra l’ambiente stesso e gli individui o gli oggetti che vi operano o vi si trovano allocati.
Un’analisi microclimatica completa di un ambiente non può essere limitata alla rilevazione di parametri quali temperatura e umidità relativa,
ma integrata dalla valutazione di altri elementi che possono influire sulla vivibilità o sulla conservazione all’interno di un ambiente.
Partendo da questo concetto, risulta essenziale definire le grandezze fisiche da analizzare in base alle esigenze di ogni singolo ambiente conservativo/lavorativo
poiché, soprattutto in ambito di conservazione dei beni artistici, non esistono parametri standardizzati applicabili a qualsiasi materiale.
Altro elemento essenziale per l’efficacia di un monitoraggio microclimatico è il controllo dell’interazione tra l’ambiente oggetto dell’analisi
e l’esterno.
Qualsiasi intervento finalizzato alla modificazione o gestione dei parametri microclimatici di un ambiente non può essere progettato sulla base
di sensazioni o dati approssimativi sulla situazione esistente.
Un’azione di risanamento e/o condizionamento microclimatico di qualsiasi struttura può dirsi completo se vi sono dei dati che dimostrino l’effettivo
impatto dell’intervento, e ciò è ottenibile sostanzialmente in due modi: con un’analisi fisica sulla struttura trattata e con un monitoraggio
microclimatico di medio-lungo periodo che permetta di verificare l’effettivo spostamento delle condizioni iniziali verso i parametri ottimali.
Ad esempio, se si tratta di verificare l’effettiva diminuzione dell’umidità all’interno dei muri di un ambiente, sarà necessario effettuare dei
“prelievi” di materiale con cadenza regolare per rilevarne il contenuto d’acqua, ma sarà pure possibile (e meno invasivo) monitorare le variazioni
di temperatura superficiale e la presenza di umidità nell’aria dello stesso ambiente.
Questo tipo di monitoraggio è possibile ed attendibile solo se effettuato con strumentazione di alta qualità che garantisca l’attendibilità dei
dati raccolti.
Allo stesso modo, se il problema da risolvere non riguarda la struttura muraria ma semplicemente i livelli di temperatura ed umidità (oltre ad
eventuali altri parametri fisici che condizionano gli ambienti), è consigliabile intervenire nella progettazione e realizzazione di impianti
solo dopo un’analisi di medio-lungo periodo che fornisca una conoscenza completa delle condizioni di partenza.
Sapere con esattezza da quale microclima si parte, da cosa esso è condizionato e come si comporta nelle diverse fasi climatiche dell’anno è essenziale
per formulare una corretta ipotesi di intervento. Da ultimo, lo stesso impianto di monitoraggio permetterà di controllare l’effettiva efficacia
degli interventi posti in essere e la loro successiva “taratura” ottimale.